Tu sì. Tu sì che saresti stato il mio più grande ed abile cavaliere. Coraggioso ed impadivo, pronto a salvarmi dal drago mangiafuoco in sogno. Sfoderata la spada, deciso a squarciare le paure oniriche di me, piccola bambina senza volto. Il cavaliere valoroso che senza armatura sfila le bionde trecce e snoda pensieri tessendo trame infinite e nostre. Dolce e stilnovista. Guerriero tra Hades e Athena. E poi mio, solo mio.
E non lo sai, ma dei tuoi passi verso me è fatta la felicità mia che dura il tempo di un tuo sorriso. E in quell'attimo io fragile ti direi tutto ciò che vorresti sentire. Di riflesso ti sorriderei di luce nuova. Risponderei sì ai tuoi sì. Di lana rimboccherei i sogni tuoi la notte. Aggiungerei fiato al tuo respiro, perché tu rimanga senza. Ma insieme a me.
“Non raggiungo il tempo del tuo corpo sono nato lontano, in un paese che è aria, nuvola, notte anche se mi ascolti da vicino. Sono nato fuori dal tempo del tuo sorriso, dei tuoi occhi, in un altro meridiano. Ci amiamo da mare a mare, da un astro a un altro...” (Eugenio Montejo)
Le immagini in sequenza, così come me le hai volute dare tu.